Descrizione
«La luce e laccaduto si sono finalmente ricongiunti/ dopo anni di finzione»: è questa la morale in fondo positiva che si può trarre dal nuovo libro poetico di Monia Gaita, che segna lulteriore progresso di un processo di maturazione e di presa di coscienza dei propri mezzi espressivi cominciato già qualche anno addietro. A ciò si aggiunga unaltra conquista pure dordine etico: la progressiva metamorfosi pronominale dellio lirico nel noi non meno antropologico-religioso che storico-esistenziale delle pagine conclusive, per un insieme davvero originale entro il contesto della nostra poesia contemporanea. E lopera della poetessa irpina finisce così per oscillare fra i due poli della singolarità sensibile e della comunità problematica che coincide con lintero genere umano. Suddiviso in quattro capitoli a struttura poematica, il libro si articola attorno alle dominanti di unorazione funebre che diventa autoconfessione del soggetto in primo piano; teatro di una natura che trascina la puntuale vicenda del racconto in un gorgo di millenni; la feroce ma non disillusa messa in discussione della valenza positiva dello sviluppo storico; e la struttura di unarringa un poco difensiva e un poco accusatoria condotta davanti a una corte giudicante, poichécome in Kafka«Il crimine è compiuto, ma lantefatto è ignoto».
| Editore: | Iride |
| Codice EAN: | 9788864921334 |
| Anno edizione: | 2024 |
| Anno pubblicazione: | 2024 |
| Dati: | 190 p., brossura |





