Descrizione
Panace di Mantegazzi, porracchia sudamericana, fico dIndia, papavero sonnifero, poligono del Giappone, erba della Pampa trasportate dal vento, dagli animali o dalle suole delle scarpe, anche nelle nostre contrade le erbe vagabonde hanno conquistato, con coraggio e vitalità, giardini, scarpate e terreni incolti. Eppure, le erbe vagabonde non hanno buona nomea: le si chiama anche erbacce, piante selvatiche, infestanti e spesso si vieta loro un diritto allesistenza. Piante nemiche, ma davvero pericolose? Gilles Clément, paesaggista francese e inventore del «giardino in movimento», dove felicemente le coltiva, in questo libro sceglie di farne lelogio. Di tali erbe raccontala storia, le origini, il momento del loro incontro. E spiega come luomo, i diserbanti, il cemento, i dissodamenti e le coltivazioni industriali abbiano permesso a queste piante randagie di insediarsi e crescere. Coniugando il talento del giardiniere a quello di scrittore, in nome della difesa della mescolanza planetaria, Clément ci consegna unopera dove letteratura e botanica coesistono a difesa della diversità. Un libro che è insieme una filosofia del paesaggio, e della relazione tra uomo e piante, e un manuale per amare le erbe senza fissa dimora.
| Traduttore: | Patrizia Caporaso; Olga Zangrillo |
| Editore: | DeriveApprodi |
| Collana: | Habitus |
| Codice EAN: | 9788865483343 |
| Anno edizione: | 2020 |
| Anno pubblicazione: | 2020 |
| Dati: | 168 p., ill., brossura, 3 ed. |





