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La censura nelle «democrazie» del XXI secolo. Criminalizzazione del dissenso e inquisizione digitale Prezzo Ridotto

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Descrizione

Sui social network il controllo delle informazioni è sempre più stringente: post, articoli e opinioni che sfidano la narrativa dominante vengono oscurati o rimossi, mentre gli algoritmi penalizzano i contenuti ritenuti non conformi a certi standard, determinando una moderna forma di Inquisizione digitale. Inchieste e casi di cronaca, dai Twitter Files allarresto di Pavel Durov, attestano le pressioni che le Big Tech ricevono dai governi e dalle agenzie di intelligence per assecondare questa china liberticida. Il silenziamento delle voci divergenti avviene anche fuori dalla Rete, come dimostrano le derive puritane dellideologia woke e il fanatismo della cancel culture. Esprimere un pensiero divergente diventa un reato di opinione Al tempo delle guerre ibride, i Giganti del web, coadiuvati dai media di massa e dai fact-checkers, sono diventati il braccio armato del Potere: questo sistema intende creare una informazione certificata, presentando come legittime solo le narrazioni conformi alla linea ufficiale, mentre tutte le forme di pensiero critico vengono etichettate come complottismo o disinformazione e rischiano di essere perseguite come uno psicoreato di orwelliana memoria. Nihil obstat quominus imprimatur. Prefazioni di Alain de Benoist, Carlo Freccero e Daniela Strumia.

Editore: Arianna Editrice
Collana: Un' altra storia
Codice EAN: 9788865882924
Anno edizione: 2024
Anno pubblicazione: 2024
Dati: 223 p., brossura