Descrizione
La Moiazza è stata da sempre la montagna simbolo degli alpinisti di Agordo (riuniti perlopiù nel gruppo rocciatori GIR), i quali generazione dopo generazione hanno saputo sempre con modestia e lontano da clamori mediatici, misurare il loro intuito e la loro bravura tracciandovi innumerevoli difficili salite. Anche il sottoscritto è uno di loro.
Avviato già nei primi anni di vita sulle cime più facili in groppa ai miei genitori, oggi, dopo più di trentanni, dopo aver percorso queste rocce in lungo e in largo, dopo averle salite e discese centinaia di volte, rivedo spesso frammenti della mia infanzia specchiarsi ed infrangersi su queste rocce. E sorprendentemente i ricordi più forti non sono legati a corde, chiodi, moschettoni o a passaggi estremi e vie impossibili, ma ai raggi del sole che al mattino presto filtrano attraverso le strette fessure di un fienile svegliando i bambini, allodore caratteristico dellerba di montagna appena falciata, al battito ritmico di chi, dopo ore di duro lavoro, batteva affilando la lama della falce. Destate si saliva faticosamente ai piedi della Moiazza, a Binatega, dove si rimaneva per una quindicina di giorni per fare il fieno che poi in autunno veniva portato a valle, che poi in inverno veniva dato alle mucche, e così ogni anno. E la Moiazza era lì, ogni giorno, che ci guardava, che ci ammirava, perchè con le nostre fatiche rendevamo le sue vesti ancora più belle; e noi bambini guardavamo Lei cercando di capire di che umore era, se splendeva il sole o se brontolava rumoreggiando con tuoni e fulmini.
Oggi purtroppo quel mondo non esiste più. Gran parte di quel bucolico paesaggio costato tanto lavoro e fatica è ormai abbandonato a se stesso, per colpa principalmente della politica che, incapace di scelte forti a favore delle comunità locali, ha lasciato a se stessa lagricoltura di montagna.
Ma anche avvicinandosi alle rocce la situazione è più o meno desolante. Nei pressi dellattacco della Ferrata Costantini è evidente un grande bollo rosso della misura circa di un frigorifero, però purtroppo niente birre fresche! Stessa sorte al sentiero che sale, già evidente, attraverso gli Scalet delle Masenade dove un tempo si portavano a pascolare le pecore: una miriade di bolli rossi e frecce colorate indica agli alpinisti il giusto tracciato. Alla base di alcune pareti poi, ben visibili file di spit, catene, moschettoni e cordini che penzolano; una specie di alpiconsumismo che lentamente ma inesorabilmente sta sfruttando ed addomesticando le pareti.
Per carità, in montagna è giusto che ognuno possa esprimersi come vuole, ma non dimentichiamoci che se noi oggi abbiamo lopportunità di sviluppare i nostri sogni, magari piantando i nostri chiodi o i nostri spit, è solo grazie alle generazioni precedenti che ci hanno lasciato spazi integri sulla roccia Noi certo non stiamo ricambiando il favore!
Mi domando che senso abbia continuare ad ammassare itinerari a pochi metri luno dallaltro o fare a gara per riuscire a tenere lappiglio più piccolo essendoci già numerosi siti dove si può arrampicare in tutta sicurezza o su alte difficoltà. Forse il bisogno primario dellessere umano in questo particolare ambiente è quello di vivere unavventura al di fuori della solita quotidianità. In un mondo dove tutto è programmato e scandito, dove quasi nulla è lasciato al caso, la montagna può essere per molti un rifugio dove assaporare il gusto dellavventura, immergendosi in spazi ancora selvaggi, spingendosi magari verso lignoto o ascoltando la cosa più straordinaria dei monti e cioè il silenzio. Sarebbe senzaltro più saggio apprezzare e vivere le terre alte lasciandole come la natura in milioni di anni le ha formate e modellate, perchè lunica vera valorizzazione dei monti passa per la salvaguardia e il rispetto dellambiente al suo stato più naturale.
Mi rendo conto di aver contribuito in maniera sostanziale alla massiccia frequentazione di queste vette. Lintento, non potendo nascondere
| Editore: | Idea Montagna Edizioni |
| Collana: | Roccia d'autore |
| Codice EAN: | 9788897299042 |
| Anno edizione: | 2011 |
| Anno pubblicazione: | 2014 |
| Dati: | 384 p.,libro in brossura |





