Descrizione
Sanno bene i lettori come la lingua del pieno ermetismodiafana e stremata nella sua letterarietàconcorra a spiegare la nascita della grande poesia dialettale del secondo Novecento italiano, impegnata a recuperare la parola autentica, essa sì pura, perché non corrotta dalle retoriche dellio e dellassoluto. Un posto di particolare rilievo, nello svolgersi di questa ricerca, è largamente riconosciuto a Nevio Spadoni, forse oggi, nella pur fecondissima e viva poesia dialettale delle nostre province, il maggiore dei poeti viventi. Nella vastità dei temi che fervono ininterrotti nella sua poesia e nella sapienza darte del loro rivelarsi, un elemento che forse sopra ogni altro si impone è la natura intensa e mimetica della lingua: in essa, le parole battono con il ritmo dei sentimenti e con la forza delle idee, ne sono la mimési, ora aspre e dure, ora dolcissime allimprovviso aprirsi della tenerezza e dellelegia. Passano così le attese e le angosce del vivere, la presenza infinita della morte, la tragica odiosità delle cattiverie umane, i sarcasmi, della cui forza Spadoni conosce impareggiabilmente le trame; ma anche passano gli idilli di mandolini dolcissimi e stanchi, le notti piene di voci, il caldo del mondo nel cuore quando la sera discende: insomma, le «parole come il miele» e quelle come spini che si aprono nella carne. Dunque, la tragedia e la commedia, qui rese in una lingua di invenzioni continue: una lingua antichissima, venuta dal lento ruminìo di centinaia di generazioni contadine, incardinate nel fondo della nostra anima; una lingua che ora si fa fresca, resa nuova per la virtù di uno dei più grandi poeti della nostra terrra [Roberto Casalini].
| Editore: | Il Ponte Vecchio |
| Collana: | Alma poesis. Poeti della Romagna contemp. |
| Codice EAN: | 9788865417027 |
| Anno edizione: | 2017 |
| Anno pubblicazione: | 2017 |
| Dati: | 432 p., rilegato |





