Descrizione
Non parliamo dellultimo venuto, ma di una delle specie vegetali più antiche e importanti per il genere umano: il castagno. Senza di lui, senza il suo robusto legno adatto a costruire attrezzi e ripari e a scaldare il focolare nei freddi inverni, senza i suoi preziosi e gustosi frutti perfetti per produrre pane e polenta in infinite varianti, senza i suoi boschi che per millenni hanno protetto lambiente montano e i suoi abitanti dalla furia degli elementi e degli uomini, forse oggi non saremmo neppure qui. La cosiddetta economia del castagno è stata infatti alla base della vita nellAppennino Tosco-Emiliano dal Medioevo allinizio del secolo scorso. Ma più che un semplice mezzo di sussistenza, la castagna era un piccolo universo fatto di stagioni, di riti, di lavorazioni, di conoscenze tramandate di generazione in generazione. Attorno alla preziosa polpa chiara, dolce e nutriente, si raccoglieva unintera comunità di mestieri, di saperi e di tradizioni. Poi qualcosa si è spezzato, nel rapporto tra luomo e questo straordinario gigante dei monti. I castagneti sono stati abbandonati, nuovi cibi e nuovi stili di vita hanno spazzato via la schietta umiltà delle mistocche e dei ciacci, dei necci e dei malfatti. Errare è umano, si sa, ma negli ultimi anni qualcosa si è riacceso sotto alle braci e una nuova auspicata stagione di amicizia tra luomo e i castagnitra luomo e la sua terrasi sta inaugurando. In queste pagine vi presentiamo cinquanta tra coltivatori, mugnai, apicoltori, trasformatori e ristoratori della castagna e del marrone. Si racconta della rinascita di unalleanza tra le popolazioni montane e questo grande e longevo albero dai prelibati frutti.
| Editore: | Edizioni Artestampa |
| Codice EAN: | 9788864625058 |
| Anno edizione: | 2017 |
| Anno pubblicazione: | 2017 |
| Dati: | 202 p., ill. |





